Microplastiche: cosa sono e come ridurne la diffusione
La CNN ricorda che “ogni settimana mangiamo una quantità di plastica equivalente al peso di una carta di credito”, un dato importante che dovrebbe farci riflettere sull’attuale consumo di plastica. Ogni chilometro quadrato di oceano contiene una quantita estrema di particelle di microplastiche che vengono ingerite da pesci, molluschi e crostacei per finire poi nei nostri piatti e nel nostro organismo. Ma cosa sono le microplastiche e che cosa possiamo fare per ridurne la diffusione?
Che cosa sono le microplastiche e dove sono contenute?
Le microplastiche sono piccole particelle di plastica (dai 330 micrometri e i 5 millimetri di diametro) che inquinano i nostri mari e oceani. Non si conoscono ancora i danni che potrebbero causare all’essere umano ma una cosa è certa: non si dissolvono mai. Possono ridursi in frammenti sempre più piccoli ma senza mai sparire. Scopriamo dove sono contenute:
- nell’acque dei mari, oceani, fiumi e laghi, nei molluschi e nei pesci così come nella neve, nel sale da cucina e nelle falde acquifere sotterranee;
- nelle bevande zuccherate e nell’acqua minerale per mezzo dei tappi delle bottiglie in plastica;
- in ortaggi e frutti (secondo uno studio condotto dall’Università di Catania);
- nei prodotti più comuni per il makeup a contatto con occhi e bocca, come rossetti, lucidalabbra, mascara, cirpia e fondotinta ( secondo il rapporto Greenpeace);
- nei tessuti, una delle principali fonti di inquinamento.
Come ridurre la diffusione delle microplastiche?
Diminuire la produzione di microplastiche è necessaria per garantire il benessere nostro e degli ecosistemi. Sono ovunque e anche dentro di noi, fanno parte delle nostre abitudini quotidiane. Se le nostre decisioni di acquisto iniziassero ad essere ponderate in base al grado di inquinamento che un prodotto può causare, ciò significherebbe rompere un circolo virtuoso.
Possiamo iniziare ad evitare i cosmetici che contengono microplastiche, acquistare detergenti ecologici per la casa, ridurre l’uso di tessuti sintetici, evitarre o quantomeno ridurre l’uso della plastica e scegliere spazzolini in bambù, evitare cialde in plastica, sostituire ciotole in plastica con contenitori riutilizzabili.
Minore è la quantità di plastica che consumiamo, maggiore sarà il nostro aiuto per il Pianeta. Se non interveniamo subito, entro il 2050 nei nostri mari ci sarà più plastica che pesci!
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